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Wolfram Alpha: l'ignoranza computabile

Wolfram_alpha

Ecco finalmente Wolfram Alpha, la "base di conoscenza computabile globale" di cui si è tanto parlato. La metto subito alla prova con uno dei segreti meglio custoditi  in cui mi sono imbattuto di recente: conoscere il codice SWIFT della mia banca (si tratta di un codice identificativo internazionale). Wolfram però crede che io voglia sapere dei rondoni (swift) che sono ricomparsi, come ogni primavera, nei cieli tiepidi di Roma, e peraltro mostra di non saperne un bel nulla.

Vabbè, è esattamente quello che ci si poteva attendere.

Quello che non va in Wolfram Alpha non è il metodo, né il merito tecnologico. Lo staff della "base di conoscenza" identifica sorgenti di dati che riguardano argomenti popolari, cerca di ricavarne informazioni sensate, cerca di integrarle, emendarle, insomma fa del suo meglio nelle condizioni date. Se avete suggermenti per nuove sorgenti di informazione, o se volete voi stessi informare di qualcosa, potete scrivere alla redazione, qualcuno forse, nella finitezza del tempo umano, si prenderà cura di voi.

No, va bene, è tutto chiaro, si tratta della 'forza bruta' di un gruppo di coraggiosi che sfidano l'immensità del sapere, brandendo fragili algoritmi. C'è una disarmante sproporzione tra questa forza e la conoscenza storica del genere umano, presto se ne accorgeranno.

Meglio sarebbe stato che Wolfram fosse partito dal socratico "so di non sapere", piuttosto che venderci il sogno leibniziano del "calcolo raziocinante". Di fronte alla conoscenza ci vuole umiltà.


Commenti

Più che criticare un progetto di un genio (da molti incompreso) del nostro secolo, sarebbe meglio cercare di capirne il senso. Mi sarei stupito e forse preoccupato nello scoprire WA come macchina senziente e onniscente, però mi affascina molto l'idea della sfida dell'apprendimento.
Magari si, sarà pura utopia, nessuno ha in tasca la conoscenza, però queste critiche da saccenti mi ricordano tanto i primi commenti sui computer negli anni '80: "...tanto se non lo accendi e non gli dici cosa fare rimane una macchina inutile, un fermacarte...." .... Mica ci han cambiato il mondo da allora, vero? Lo cambieranno anche nel futuro, è solo questione di tempo! Vai avanti progetto WA!

Anche se silente, leggo spesso questo blog e spesso mi trovo d'accordo con le tue riflessioni e considerazioni. Oggi no. E mi meraviglio.

Potrà funzionare o meno, ma è un tentativo assai interessante,che per ovvi motivi in questa fase iniziale dà il suo meglio nel dominio delle scienze dure o comunque in quei domini in cui i dati possono essere dati in pasto ad algoritmi.

Manlio, Federico, credetemi se dico che auguro a WA ogni bene. Seguo anche con interesse Twine e True Knowledge, con cui sarebbe interessante fare qualche raffronto, nonché, ovviamente, le nuove funzionalità 'semantiche' di Google. Viviamo in tempi interessanti, senza dubbio, ma non perdiamo di vista alcuni problemi fondamentali la cui risposta non è nelle macchine di calcolo.

Parlando di socratici "so di non sapere" magari prima di mettersi alla tastiera e buttare giù 10 righe per pagarsi la settimana ci si dovrebbe un minimo informare dell'argomento di cui si scrive. Deludente.

In effetti questa recensione fa schifo. Averi voluto vedere una seria valutazione delle potenzialità del progetto, e qualche esempio meglio documentato di quello che si può fare o non fare in esso, partendo però da almeno una preliminare comprensione di quello che intende essere. Non una cosa come: "non mi ha dato il codice della mia banca, ah ah, che fesso". Ma che siamo alle elementari?

Bè, forse si tratta di un commento un po' troppo sbrigativo e tagliente...
In realtà il progetto è estremamente interessante e gli obiettivi sono lodevoli ed ambiziosi.
Sicuramente è un po' presto per formulare giudizi azzardati e liquidare con delle critiche semplicistiche un progetto degno di nota. Quest'idea è ancora in una fase germinale (è infatti in stadio alpha) ed è suscettibile di miglioramenti ed evoluzioni, sia sotto l'aspetto semantico che sotto quello della disponibilità delle sorgenti dati, ma i primi risultati sono già interessanti ed esso potrebbe presto rappresentare un paradigma ed una tappa importante nella storia dei motori di ricerca.
Sono coinvolti infatti concetti attualmente in primo piano nell'ambito del web e dei motori di ricerca, come l'approccio semantico ai dati e alle informazioni e l'organizzazione sistematica ed organica della conoscenza (soprattutto quella di tipo scientifico).
E poi non dimentichiamoci che, anche se il progetto non è in concorrenza diretta con Google, potrebbe almeno rappresentare un'alternativa ad esso e alla sua posizione di predominio monopolistico nella ricerca delle informazioni.
In bocca al lupo, Wolphram Alpha!

Più che deludente, a partire dall'inutile anteprima visionabile su youtube di uno dei tanti presunti "guru" di un mondo di tecnologia perlopiù inutile.
Wolfram non è in grado di:
-accorciare i tempi di ricerca di nulla
-integrare informazioni perfino a un livello elementare (lo fa solo con la matematica: ma, grazie, per questo esistono già altri software, e la matematica è per definizione il campo della computabilità)

E' un inutile database di dati perlopiù inutili - utili solo a un savage savant - (quanti abitanti fa il Belize?), nemmeno un briciolo di enciclopedismo.
Diderot e D'alambert si stanno rivoltando nella tomba

Mi sorprende tanta emotività attorno a Wolfram Alpha. Segnalo recesioni anche molto più severe, come questa: http://www.tomshw.it/news.php?newsid=18135 o questa: http://blogs.zdnet.com/BTL/?p=18225 su cui i supporter potranno dirigere i propri strali.
Ne riparleremo a Settembre, da parte mia prometto che tornerò a far visita a WA, con tutta l'attenzione di cui dispongo, per capire se ha davvero il valore che qualcuno dice, cosa che naturalmente auspico.

Nessuna emotività, solo che uno si sente preso in giro nel leggere la valutazione di un prodotto espressa in termini così superficiali: è come provare a frullare la verdura con un ferro da stiro, e poi lamentarsi che non serve a nulla. Non si offenda: ho visto che lei può scrivere cose più interessanti, ma evidentemente in quest'occasione è stato un po' pigro.

Caro lettore che si cela dietro lo pseudonimo di Morton, io non faccio il blogger di professione, né il recensore di tecnologie. Nei piccoli spazi di libertà che mi concede il mio lavoro mi permetto di fare qualche osservazione, così per pura gratuità, gentilmente ospitato da questo blog. Prendo però atto che i miei lettori molto sono esigenti, e lo esprimono con tanta affettuosa insolenza. Farò del mio meglio per riparare, lo prometto.

Mi scusi signor Guido, ma proprio fatico a capire. Si è risentito perchè ha ricevuto commenti negativi su un parere dato a bruciapelo senza mettere un perchè ed un percome?
Del resto cosa si aspettava? ridurre uno studio di anni, un investimento mostruoso (che mai poi ha preteso di essere funzionante al primo colpo) in 4 righe di parere dato sulla base di una domanda del genere.. insomma. Quando si approcciano progetti come questo si dovrebbe cercare di carpirne le potenzialità, l'impatto che avranno nel campo della tecnologia e via dicendo.
Non è neanche una questione di 'emotività', lei ha fatto un'osservazione ed il pubblico ha fatto la sua circa quel che ha detto.
Probabilmente è partito in quarta perchè è caduto nel passo falso mediatico di paragonare un progetto in fase di sviluppo a Google che poi fondamentalmente fa completamente un'altra cosa. Chissà probabilmente questo Wolfram Alpha si risolverà nel solito flop, ma sicuramente al momento non esprime le sue massime potenzialità, staremo in ogni caso a vedere. Anche io sono diffidente.

Devo però aggiungere che ho il terrore che alcune persone non siano abituate a ricevere commenti sul proprio operato. E nell'era di internet questo è impensabile.. quindi mi permetto di dirle che ci dovrà fare l'abitudine. Per altro frasi come "lettore che si cela dietro lo pseudonimo di" depongono proprio male per chi dovrebbe badare più al contenuto e meno al nome di chi lo scrive.

Caro Mauro S., nel suo commento lei sostiene che io avrei scritto solo per "pagarmi la settimana" senza fatica. Ora, le faccio osservare che, se anche io avessi scritto senza essere informato, la sua insolenza incorrerebbe comunque nella mia stessa presunta fallacia: io infatti non sono un giornalista e scrivo gratis. Non avendo appunto altro tempo da dedicarle, la saluto cordialmente.

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