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Il senso del non-senso

Piergiorgio Odifreddi debutta su Repubblica col blog "Il non-senso della vita", da cui riporto:

A voler essere sensati, bisognerebbe precisare che il senso è una proprietà delle frasi del linguaggio, e non delle cose del mondo. Chiedersi qual è il senso della vita è come chiedersi che colore abbia, o quale sia il senso di un elettrone. Purtroppo, meno le domande sono sensate, e più suonano bene: non a caso se le pongono i poeti, i romanzieri, i teologi e i filosofi, che in vari gradi si interessano di letteratura fantastica.

Segue un po' della prosa arguta e formalosa del noto matematico, a cui s'attaccano numerosi commenti di suoi seguaci e detrattori. Sarà senza dubbio un blog di successo e da seguire.

Sul programma del blog (andrà più alla ricerca del non senso che del senso) nutro molta curiosità. Il fatto che un logico parli di senso (qui equivalente a significato, con buona pace di Frege) non è nuovo. Ma quando lo fece Tarski, negli anni '30, giunse alla conclusione che la logica non può parlare di verità in senso fondamentale, e dunque non può dir nulla sul fondamento stesso del significato.

Infatti, per un sistema logico, il significato risiede in una funzione di interpretazione che è data al sistema, e non definita al suo interno. Su una frase come "se mio nonno avesse le ruote sarebbe un carretto" il logico può solo dire che è falsa solo se mio nonno ha le ruote ma non è un carretto. Il non-senso della premessa (mio nonno con le ruote?) non turba affatto il logico standard. Ma Odifreddi non è un logico standard, e per questo, credo, il suo blog sarà una fonte di divertimento intellettuale.

Io in particolare mi divertirò a osservare gli "scivolamenti di significato", quei casi cioè in cui lo scrittore sfrutta la complessità del linguaggio naturale per mettere il lettore davanti ad apparenti paradossi, che si sciolgono però con l'aiuto di un buon dizionario. Non ne è esente lo stesso incipit del blog di Odifreddi, dove si dice che il senso (significato) è una proprietà delle frasi, dunque si allude all'accezione tecnico-specialistica della logica e della linguistica. Odifreddi però, quando parla più in generale di senso della vita, applica la parola nell'accezione fondamentale di pertinenza di azioni, comportamenti e simili con la realtà  (cfr. De Mauro, Grande Dizionario Italiano dell'Uso).

Nel momento in cui si parla di "senso" in senso fondamentale, si smettono (tecnicamente) i panni del logico: si diventa romanzieri, teologi, filosofi e si parla di letteratura fantastica o anche di vita vera. Possibilmente senza supponenza.