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Google: dai detti ai fatti

Google C'è qualcosa di grosso nell'intervista al CEO di Google già commentata da Marco Varone. Eric Schmidt dice più o meno: non so come saranno i search engine tra dieci anni, ma l'obiettivo a lungo termine è quello di fornire un'unica risposta: quella giusta. Sembra una considerazione ovvia e di buon senso, ma dietro si profila un obiettivo ambiziosissimo. Si tratta per Google di passare dal comodo mondo del detto a quello scabroso del fatto.

Dai filosofi sappiamo che il modo di intendere certe frasi cambia radicalmente a seconda di cosa assumiamo come riferimento, il concetto che la frase evoca oppure il fatto concreto che si dice. Si tratta della nota differenza tra lettura de dicto e lettura de re. Ad esempio, se io dico 'voglio sposare la donna più alta d'Italia', quel 'la donna più alta d'Italia' si può intendere come un detto, cioè l'enunciato di una condizione che sicuramente una donna dovrà soddisfare, ma non si sa quale, oppure come un fatto, un riferimento a una donna ben precisa, a cui càpita di soddisfare quella condizione. Tra le due letture c'è una drammatica differenza. Se leggo de dicto, vuol dire che sono disposto anche a sposare un'orchessa, purché soddisfi il mio requisito, se leggo de re vuol dire che la mia cara amata, incidentalmente, è proprio la donna più alta d'Italia. C'è una bella differenza, ammetterete.

Ma che c'entra tutto questo con Google? Com'è adesso, Google, così come qualsiasi altro indicizzatore di pagine, vi risponde de dicto, riportando tutte le enunciazioni che hanno a che fare con la vostra ricerca. Se oggi chiedete a Google  'donna più alta d'Italia', il motore vi rimanda alle pagine dove (auspicabilmente) si dice qualcosa dell'argomento. La conclusione su chi sia in effetti questa donna, comunque, spetta a voi che leggete le risposte. Una risposta de re sarebbe invece in stile Wolfram Alpha: "la donna più alta d'Italia è Eva Giauro". Parola di Google.

La saggezza popolare ci ammonisce su quanto sia impegnativo il passaggio dal detto al fatto. Sulla veridicità del detto, Google oggi non si impegna. Menzogne, inesattezze, opinioni, Google, de dicto, vi ritorna tutto, poi sono affari vostri. Ma se Google si dovesse impegnare un giorno sulla veridicità de facto, dovrebbe risolvere tutti quei rebus epistemici che risolviamo noi, senza accorgercene, quando scorriamo i risultati della ricerca. Senza contare i rebus doxastici: chi è la donna più bella d'Italia?