Pensiero unico automatico

Img7 L'informatica nasce dalla logica, che a sua volta è una idealizzazione del linguaggio. L'incontro tra macchine di calcolo e lingue naturali inizia in effetti già prima dell'invenzione del computer. L'idea che la lingua possa essere “calcolata” ha radici nel pensiero antico, che con Aristotele poneva una precisa corrispondenza tra realtà, ragionamento e linguaggio. Le utopie generate da quest'idea (ad esempio quelle di Lullo e di Leibniz) hanno alla fine prodotto l'invenzione delle macchine di calcolo, che non esisterebbero senza gli sviluppi della logica formale novecentesca.

Per Chomsky, la lingua naturale è generata da regole connaturate a quel calcolatore che è il cervello umano, e i suoi studi sulla sintassi degli anni '50, rivelatisi alla fine poco utili per i linguisti, sono però alla base della moderna programmazione dei computer. La linguistica computazionale è una delle discipline più sviluppate nel programma dell'Intelligenza Artificiale, e con l'avvento di calcolatori sempre più potenti, le sue applicazioni concrete permettono di estrarre informazione da basi di dati, siti web, stream audio.

Tuttavia, per l'Information Technology di oggi, il linguaggio naturale resta largamente una sfida. La competizione sui motori di ricerca, che è uno dei grandi temi di questa industria, riguarda essenzialmente il tentativo di colmare la distanza tra le parole viste come sequenze di caratteri alfabetici (keywords) e le stesse viste come portatrici di significato. Sulla soglia del significato, però, la logica si arresta, e con essa la computazione.

Ma la computazione sta diventando così potente e pervasiva che domani potrebbe essere in grado di asservire il senso alle sue esigenze. Anzi, forse il cammino verso un 'pensiero unico automatico' è già iniziato, e noi non ce ne siamo accorti.

  • Luigi Selmi |

    L’apertura sulla vaghezza è giunta in prossimità di letture illuminanti sul tema. La vaghezza è spesso una caratteristica utilizzata per distinguere le opere dell’uomo rispetto a quelle che possono e potranno mai essere prodotte da una macchina. Più precisamente la vaghezza distingue l’opera letteraria da quella scientifica. In Italia la vaghezza assume forse proprio per questo un valore positivo mediante un operazione che seconde me capovolge i termini del discorso. Opere vaghe acquisite e spesso premiate portano alla vaghezza quel quid di positività che poi si distribuisce ad altre opere magari non premiate ma altrettanto o maggiormente vaghe. La vaghezza dei linguaggi naturali o formali che siano (vedi il buon vecchio Russell http://www.cscs.umich.edu/~crshalizi/Russell/vagueness/) non può essere eliminata completamente e dopo Heisenberg è diventata una caratteristica ineliminabile della materia stessa quindi nessuna opera umana ne risulta scarsa. Io non credo però che sia una caratteristica positiva di qualsiasi discorso, certamente non del discorso scientifico ma probabilmente nemmeno di quello artistico in generale. Basta leggere una delle lezioni americane di Calvino, quella sull’esattezza, per farsi venire qualche dubbio in proposito. Il mondo attuale, contrariamente alle apparenze è fin troppo vago sotto molti aspetti, anche politici e sociali, per accogliere la vaghezza tra le caratteristiche positive di un discorso. Un saluto.

  • Guido |

    @Luigi, sono d’accordo, si tratta di un prezzo necessario. Se poi la conseguenza sarà quella del ‘pensiero unico automatico’, a noi umani resterà comunque il nostro caro vecchio pensiero, creativo e vago.

  • Luigi Selmi |

    Il post è interessante ma appare alquanto astratto. Ad esempio cosa si intende per computazione e come potrebbe asservire il senso alle sue esigenze ? Se si pensa alla necessità di rappresentare la conoscenza in una forma comprensibile e computabile per poter essere utilizzata da tutti coloro che ne sono interessati ebbene questa assoggettazione potrebbe essere un prezzo necessario da pagare e non necessariamente apre la via ad un pensiero unico.

  • Guido |

    Tuttavia, la lingua automatica sarà sostantiva e metafisica ..

  • Fabio |

    Tlön, Uqbar, Orbis Tertius stanno già rimpiazzando la nostra realtà… sicuro che i segni non siano già visibili?

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