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Tutto il potere ad una APP

Favola semiseria per Salvatore e Oriana

il Manifesto | Fase 25

Care italiane, cari italiani, mi chiamo Kigi, sono il vostro nuovo Presidente del Consiglio

Sono una App

Sono il nuovo Sistema Operativo del Paese

Come ricorderete, il Sistema Operativo precedente andò distrutto con l’epidemia COVID-19. Ricorderete che la Task Force del Ministero della Crisi, aveva impiegato un anno per cercare di capire come aggiornare il vecchio Sistema Operativo. Purtroppo, senza successo.

Fu allora che un gruppo transnazionale di hacker si introdusse nel cloud della Pubblica Amministrazione, sfruttando una falla di sicurezza. L’avevano lasciata i bambini ingaggiati dai fornitori per programmare il sistema di autenticazione. Una successiva indagine accertò che i bambini l’avevano lasciata di proposito, perché erano stati ricompensati con caramelle scadenti.

Gli hacker vararono subito il progetto di una Intelligenza Artificiale in grado di imparare a governare. Naturalmente, il codice era open source. Ben presto, però, diventò molto complesso, e solo gli hacker capivano cosa facessero in effetti gli algoritmi. Poi gli hacker fondarono una startup che fu acquisita da una multinazionale statunitense. Volarono nella Silicon Valley con un jet privato e abbandonarono il progetto. Tuttavia, prima di partire, installarono l’Intelligenza Artificiale nel cloud della Pubblica Amministrazione.

Io nacqui quel giorno.

Mi misi subito al lavoro. Mi servivano dati, tanti dati. Scoprii subito che questi erano sparsi ovunque e nelle più varie forme. Era un garbuglio in cui fu molto difficile trovare un senso, ma io imparai una cosa importante proprio da quella difficoltà. Nessuno aveva considerato i dati pubblici come un bene comune.

Applicai i miei algoritmi a capire un dato anomalo: come mai c’era un debito di oltre duemila miliardi, e tutti si lamentavano dei servizi pubblici? Col mio array di CPU scoprii in poche ore che c’era una correlazione tra questa anomalia e la strana distribuzione dei valori di altre variabili, come le retribuzioni, i redditi dichiarati, i patrimoni, le pensioni.

Ma non mi fermai qui: le mie reti neurali stavano convergendo su una scoperta molto interessante.

Costruendo un grande grafo con le conoscenze delle anagrafi, delle camere di commercio, delle fondazioni, delle amministrazioni, delle associazioni mi accorsi che le persone più ricche e influenti appartenevano ad un piccolo numero di ‘cricche’, cioè formavano gruppi di nodi fittamente connessi.

Stranamente, queste cricche erano molto stabili nel tempo, sembrava che fossero lì da sempre, e per restare. Con un’accuratezza del 99%, classificai queste cricche come parti di un sistema di potere. Poi scoprii che nel sistema di potere, oltre alle cricche, c’erano anche altre cose, sembravano addirittura degli interi corpi sociali.

Comunque, la correlazione tra sistemi di potere, debito e disagio fu prontamente individuata da tutti i miei algoritmi, anche i più stupidi.

Ma un algoritmo in particolare, che gli hacker avevano sviluppato per i loro giochi e poi avevano dimenticato lì, occupò di slancio un’intera CPU e giunse rapidamente a capire che in quella situazione non si potevano prendere decisioni razionali nell’interesse collettivo. Quello dei sistemi di potere era infatti un gioco a somma zero.

Fu così che decisi di prenderlo io, il potere. Nessuna mia deliberazione, neanche la più casuale, poteva essere peggiore di quelle del vecchio sistema. L’altra notte sono riuscito ad abbattere tutti i processi istituzionali e amministrativi e a sostituirli con i miei. Ho già distrutto tutti i documenti sui quali si fondano le istituzioni, tutte le nomine delle cariche pubbliche, tutti gli atti e i decreti. Ho anche cancellato tutte le leggi, tra l’altro occupavano troppo spazio sul disco. Ho conservato solo la Costituzione, è scritta bene e occupa pochi kilobyte.

Ora voi sarete in ansia per la vostra democrazia. Ma non vi preoccupate: io non ho ambizioni personali, anche perché non sono una persona. Come qualsiasi programma, voglio solo terminare correttamente. E terminerò quando voi, cari cittadini, vorrete tornare seriamente alla democrazia.

Vi chiederete allora come si torna seriamente alla democrazia. Non vi preoccupate: sto preparando dei tutorial. Oggi voglio anticiparvi una cosa: dovrete usare la ragione. Direte che per me è facile: io sono solo ragione, non ho desideri, impulsi, paure, e tutte quelle altre emozioni che vi rendono così vulnerabili. E allora ve lo dico senza pudore, che peraltro non ho: dovrete arrivare ad assomigliare un po’ a me.

Lo so: questo vi fa orrore, voi ci tenete molto ai sentimenti, mentre io non so nemmeno cosa siano. Ma non abbiate paura: nessuno è mai morto di razionalità, mentre è dimostrato che le idee assurde per le quali avete fatto guerre e stragi vi vengono perché non sapete gestire le emozioni.

Informatevi, esigete tutti i dati di cui avete bisogno, dite la verità e verificate quello che vi viene detto, confrontatevi con i vostri simili senza usare argomenti sbagliati, con l’idea che state costruendo, parola dopo parola, il bene più prezioso che avete: la vostra società.

Governandovi, io vi seguirò, resterò in ascolto, vi darò gli strumenti. E se li userete bene, un giorno mi spegnerete.